COMMENTO DA RETESCUOLE


Milano, 28/05/2005

l'11 settembre della scuola italiana

di Gino Maurello


“…siamo anche il paese che ha le regioni più ricche d’Europa…Abbiamo una ricchezza delle famiglie otto volte il nostro Pil annuale. Abbiamo il più alto rapporto al mondo fra automobili e popolazione. Abbiamo il più alto numero di telefonini perché siamo dei grandi playboy, quindi i nostri ragazzi mandano almeno dieci messaggi al giorno alle loro tante ragazze.”
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
“Questo accordo è motivo di soddisfazione, questa è una giornata importante alla quale, senza lotte e scioperi non saremmo arrivati”
Guglielmo Epifani, Segretario Generale della CGIL

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Tutto questo entusiasmo che il Presidente del Consiglio e il Segretario del maggior sindacato italiano francamente non riesco a capirlo.
Anzi , mi “arzigogola” per la testa da ieri un grande sospetto : è stato firmato il contratto degli statali e quindi anche della scuola , ed è stato approvato il decreto delle scuole superiori che termina la trilogia morattiana della sua star wars contro la scuola pubblica italiana.
Qualcuno dirà il solito “maligno” nei confronti dei confederali , forse……!!!!!!!!!
Prendiamo atto che questa riforma è passata senza che il centro sinistra e tutto il sindacato confederale abbia fatto un giorno di sciopero e di “grande manifestazione” di massa contro la riforma Moratti.
Lo stesso sindacalismo confederale nella sua globalità ( cioè di tutte le categorie) non ha messo al centro della sua azione politico-sindacale la difesa e lo sviluppo della scuola pubblica come luogo di formazione di una cittadinanza attiva delle future generazioni.
Gli stessi esponenti dei partiti del centro sinistra hanno fatto dichiarazioni generiche e tranne rare eccezioni non hanno mai usato la parola abrogazione.
Solo la sinistra alternativa ha avuto il coraggio di chiedere l’abrogazione della Riforma Moratti.
E che dire della stragrande maggioranza degli insegnanti che ha partecipato in modo passivo alle varie iniziative di mobilitazione nazionali e locali contro la Moratti , forse sono ancora convinti di essere “ le vestali della classe media” ….. forse sono ancora convinti che la “ riforma Moratti” sia una di quelle tante “sperimentazioni” , riformicchie che lasciano il tempo che trovano nella articolazione pratica.
No!!!!!!!! Care/i colleghe/i ………..
La riforma Moratti , oltre ad essere una strategia di riduzione della spessa pubblica nel settore dell’istruzione è una riforma culturale che tende ad accentuare il carattere classista della scuola italiana.
Una scuola che divide gli studenti fin dal tredicesimo anno in quelli che possono permettersi economicamente la loro formazione culturale e professionale ed in quelli che sono costretti a frequentare la Formazione Professionale o l’Apprendistato per “imparare” un mestiere.
Cinquanta anni di lotta per l’emancipazione del proletariato , dove la scuola con tutti i limiti e difetti ha assolto dalla Liberazione in poi a questo compito, mandato alle ortiche da questa destra liberista e nordista ma scarsamente difesa da questa sinistra perbenista , meritocratica e blairiana.
La giornata del 27 maggio ’05 è l’11 settembre della scuola italiana.
Sono stati distrutti i tre pilastri della scuola italiana : la scuola elementare , la scuola media , la scuola superiore.




 

COMMENTO CGIL

 

Una brutta scuola secondaria
Comunicato Stampa di Enrico Panini
Segretario generale Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

 

Un brutto provvedimento per due ragioni.

La prima riguarda il metodo.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un testo che è il frutto di un lungo lavorio in segrete stanze a cui non si è ritenuto di dover far partecipare nessuno dei soggetti a cui il Ministro in persona, dal lontano 13 gennaio 2005, aveva, al contrario, garantito un percorso di confronto continuo (sic!).
I sindacati hanno incontrato il Ministro alcuni mesi fa e una decina di bozze fa.
Nel frattempo la scuola si è mobilitata, centinaia i pronunciamenti contrari dei collegi docenti e le iniziative anche di occupazione delle scuole da parte di docenti, studenti genitori.
Nessuna attenzione a tutto ciò, solo l’ennesima conferma che per il Governo il confronto è un optional.

La seconda ragione riguarda il merito.
A parte il ripetersi di altisonanti affermazioni propagandistiche, di cui non vi è alcuna traccia nel testo, emerge che il secondo ciclo sarà costituito da due sistemi ben distinti (sistema liceale e formazione professionale).
Per la formazione professionale poche e generiche indicazioni, per cui ci troveremo di fronte a venti sistemi regionali di formazione professionale differenti fra loro da cui dovrebbe essere possibile, così ci si vuol far credere, passare al sistema dei licei.
Per i licei si tende a rassicurare tutti, nonostante si taglino ore, discipline, laboratori e si confermi il fatto che i licei sono propedeutici e, quindi, non rilasciano diplomi.
Che gli istituti tecnici siano salvi, in quanti licealizzati, rimane un mistero assoluto per chi vuole misurarsi con il testo del Decreto e non con le favole.

Siamo di fronte ad un provvedimento che aumenterà le diseguaglianze fra i giovani e che relegherà la scuola secondaria nel ruolo di chi sanziona, anche culturalmente, le differenze anziché contribuire a superarle com’è stato fino ad ora, pur in mezzo a difficoltà e ritardi, nella migliore tradizione laica e cattolica della nostra scuola.

Con questo provvedimento, i cui contenuti chiaramente non cambieranno in modo sostanziale, il Governo ha deciso di iscrivere nella sua agenda l’apertura di uno scontro durissimo con la FLC CGIL.
Sar
à accontentato.

Roma, 27 maggio 2005

 

 

 

COMMENTO COBAS

 

MORATTI SE NE ANDRA’, LA SUA RIFORMA NON PASSERA’


Comunicato-stampa

Prima di traslocare in autunno dal MIUR verso l’aleatoria poltrona di sindaca di Milano, Moratti prova a lasciare l’ultimo, catastrofico marchio della sua impopolarissima carriera di ministra della scuola privata, della scuola-azienda, della scuola-parrocchia.

Con il decreto sulle scuole superiori presentato oggi al Consiglio dei ministri, Moratti vorrebbe riportare la scuola italiana a prima della riforma del ’62, cioè alla scissione tra scuola e avviamento al mestiere. Con l’aggravante che il “doppio canale” di oggi (licei e sedicente formazione professionale) appalterebbe gli Istituti professionali a pessime strutture private che non preparano ad alcun mestiere che non sia quello di precario a vita, senza pretese e senza difese, totalmente dipendente dal capriccioso imperio delle aziende private.

Così, l’altisonante “alternanza scuola-lavoro” altro non è che apprendistato gratuito al servizio dell’impresa privata; e la “liceizzazione” degli Istituti tecnici una ridicola trovata che toglie a tali istituti ogni specifica caratteristica formativa scientifica e tecnica. E poi ci sono i tagli di materie, di orario, di posti di lavoro, l’introduzione nelle superiori di quel “tutor”, professore-capetto, già clamorosamente bocciato alle elementari da un possente e unitario movimento popolare.

Ma questa distruttiva marcia non ha in realtà un traguardo a portata di mano. Moratti ha contro di sé  non solo la grande maggioranza dei lavoratori/trici della scuola, degli studenti, dei genitori e dei cittadini che hanno a cuore la scuola pubblica, ma anche le amministrazioni di quasi tutte le Regioni italiane, senza il cui via libera nella prossima Conferenza Stato-regioni non c’è futuro per il mefitico progetto, per giunta privo di copertura finanziaria e promosso da un governo al capolinea.

Moratti se ne andrà, la sua “riforma” non passerà.

Bloccare, cancellare, abrogare tutte le leggi Moratti: questo vuole il “popolo della scuola pubblica”!

Piero Bernocchi   portavoce nazionale Cobas della scuola


 

COMMENTO GILDA

Decreto secondo ciclo: inaccettabile atto di forza del Governo.
 

Approvato oggi in prima lettura, dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Legislativo di riforma della scuola secondaria superiore. Un inaccettabile atto di forza del Governo rispetto alle posizioni critiche espresse da forze di maggioranza e di opposizione, da tutte le forze sindacali e in particolar modo dai docenti, che sono stati sistematicamente esclusi dal processo di definizione degli assetti della nuova scuola secondaria.

Avevamo richiamato l’attenzione del Governo sulla inopportunità della messa a regime di una riforma scolastica che ha già prodotto disagi e difficoltà nelle scuole, che produrrà danni al patrimonio di valori e di cultura della nostra scuola superiore e soprattutto che non porterà, attraverso la razionalizzazione della spesa, ai previsti risparmi di sistema per i quali è stata posta in essere. Una riforma non condivisa, che riduce le condizioni e gli spazi di ingresso in una scuola che si avvale di 170.000 precari e che costringerà gli insegnanti a lavorare in classi sovraffollate.
La Gilda degli Insegnanti agirà in tutte le sedi istituzionali (Conferenza Unificata Stato-Regioni, Commissioni Parlamentari, Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione) nelle quali il Decreto dovrà essere vagliato, affinché una riforma che pregiudica in maniera irreparabile il futuro delle giovani generazioni non sia portata a compimento.



Roma, 27 maggio 2005

Il Coordinatore Nazionale


Prof. Alessandro Ameli


 

COMMENTO CISL

 

 Secondo Ciclo: comunicato CISL e CISL-Scuola
La bozza di decreto sul secondo ciclo domani al Consiglio dei Ministri: diramato un comunicato con dichiarazioni di Annamaria Furlan, segretario confederale CISL e di Francesco Scrima, segretario generale CISL-Scuola.

 

 L’ennesima ed ultima bozza di schema di decreto sul secondo ciclo di istruzione e formazione approda, per l’approvazione, domani 27 maggio al Consiglio dei Ministri.
Cisl e Cisl-Scuola confermano la loro opposizione ai contenuti del testo e ribadiscono la posizione critica, più volte manifestata nel corso della divulgazione delle varie bozze che il MIUR in successione ha fatto circolare.
Le puntuali osservazioni e la presa di distanza del nostro sindacato da questo ennesimo atto del Governo, che continua ad agire fuori da un contesto di sane relazioni sindacali , con decisioni che ancora una volta sono frutto di impostazioni unilaterali, con l’emarginazione delle parti sociali e della scuola reale, sono evidenziate dal comunicato congiunto di CISL e CISL-Scuola.
Annamaria Furlan e Francesco Scrima, puntualmente con le loro dichiarazioni, evidenziano l’articolato giudizio negativo del nostro sindacato.